di Manlio Dinucci
Il presidente Donald Trump non ha commentato il sistema politico della Repubblica Popolare Cinese. Questo è perfettamente normale: ha mantenuto il silenzio anche sui sistemi politici di altri Paesi. Per la prima volta nella storia, viviamo in una sorta di feudalesimo in cui 350 persone possiedono il 75% della ricchezza mondiale, ponendo di fatto fine ai sistemi democratici.
Rete Voltaire | Roma (Italia) | 16 maggio 2026
Una delegazione di miliardari statunitensi ha accompagnato il presidente Trump al vertice con il presidente cinese Xi a Pechino. Della delegazione faceva parte Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio valutato dalla rivista Forbes in 839 miliardi di dollari in continuo aumento grazie alle sue lucrose compagnie: anzitutto l a Tesla, produttrice di futuristiche auto elettriche; e robot; la SpaceX, azienda aerospaziale che con i suoi razzi mette in orbita satelliti civili e militari tra cui quelli della NASA e del Pentagono; la xAI, azienda per lo sviluppo e le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale. Il patrimonio netto di Elon Musk supera quello complessivo dei 693 miliardari “più poveri”.
Insieme a Elon Musk hanno accompagnato Trump in Cina altri miliardari che che sonoa capo delle maggiori compagnie statunitensi: tra queste la Blackrock, la più grande società nel mondo di gestione di investimenti; la Visa, una delle più grandi reti di pagamento digitale al mondo; la Mastercard, multinazionale statunitense che gestisce uno dei più grandi circuiti di pagamento internazionali al mondo; la Goldman Sachs, una delle più grandi e importanti banche d’affari e istituzioni finanziarie del mondo; la Apple, multinazionale ai primi posti nel mondo nella produzione di computer, cellulari. e sistemi operativi multimediali; la Meta, proprietaria di Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger; la Boeing, una delle maggiori industrie per la produzione di aerei civili e militari; la Cargill, la più grande azienda mondiale nel settore alimentare e agricolo; la Illumina, multinazionale leader nel settore delle biotecnologie e del sequenziamento del DNA.
Scrive la rivista Forbes: “Mai prima d’ora i miliardari avevano dominato il mondo in modo così totale, influenzando la politica, le politiche pubbliche, i mercati azionari e l’isteria da intelligenza artificiale — il che, a sua volta, ha portato le persone più ricche del pianeta a livelli difficilmente immaginabili anche solo pochi anni fa. Un numero record di 3.428 imprenditori, investitori ed eredi compongono la lista dei miliardari mondiali di quest’anno, 400 in più rispetto al 2025. In altre parole, il pianeta ha aggiunto più di un nuovo miliardario al giorno negli ultimi 12 mesi. Ancora più sorprendente è la cifra: nel suo insieme, la classe dei miliardari è più ricca di 4.000 miliardi di dollari rispetto all’anno scorso. La loro ricchezza complessiva si attesta ora al record di 20.100 miliardi di dollari. In nessun altro luogo questo predominio è più evidente che negli Stati Uniti, dove il Paese è governato da un miliardario e dove risiedono 15 delle 20 persone più ricche del mondo.”
I circa 3.500 miliardari possiedono una ricchezza maggiore di quella complessiva del 95% della popolazione mondiale, che ammonta ad oltre 8 miliardi di persone. L’1% più ricco di questa esigua classe di miliardari possiede circa il 40% della ricchezza globale e il 10% più ricco ne possiede il 75%. Il 50% più povero della popolazione mondiale – che comprende oltre 4 miliardi di persone) – possiede appena il 2% della ricchezza globale.
Non c’è quindi da stupirsi che Trump, al momento di partire per la Cina, abbia scritto su Truth Social: “La mia primissima richiesta a Xi sarà quella di aprire la Cina affinché queste menti brillanti possano dare il meglio di sé e contribuire a portare la Repubblica Popolare a un livello ancora più alto!”
La Cina però non è più la fabbrica in cui le multinazionali potevano moltiplicando i profitti. Scrive il Wall Street Journal: “I migliori talenti tecnologici cinesi stanno tornando in patria. Per decenni, affermarsi negli Stati Uniti è stato il massimo segno di successo per i migliori e più brillanti talenti cinesi. Ora, molti di loro stanno tornando in patria, e questa “fuga di cervelli” sta alimentando gli sforzi di Pechino per superare gli Stati Uniti nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica e della ricerca medica. Lo conferma questo fatto. Elon Musk ha “un piano per rendere obsoleto il lavoro umano” producendo ogni anno con la sua società Tesla milioni di robot umanoidi da sostituire agli operai e ad altri lavoratori. Ha però un problema: la Tesla dipende da fornitori cinesi per la realizzazione dei robot umanoidi, ricevendo il 50%-70% dei loro componenti principali dal sistema produttivo della robotica cinese. È la Cina che ormai è al primo posto nel settore della robotica umanoide con rapide innovazioni e applicazioni pratiche. Ciò significa però che anche in Cina si apre la questione di quale uso farne.











