Rete Voltaire | 30 gennaio 2026
• Durante una trasmissione televisiva dedicata all’alleanza per la sicurezza tra Giappone e Stati Uniti, il 26 gennaio la prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha dichiarato a proposito di Taiwan: «Se l’esercito statunitense, che agisce insieme al Giappone, venisse attaccato e il Giappone fuggisse senza reagire, l’alleanza tra Giappone e Stati Uniti crollerebbe».
• Guo Jaiakun, portavoce del ministero degli Esteri cinese (foto), ha commentato: «Il governo della Repubblica Popolare Cinese ribadisce che Taiwan fa parte integrante del territorio della Repubblica Popolare Cinese. Il governo giapponese comprende e rispetta pienamente questa posizione del governo della Repubblica Popolare Cinese e mantiene fermamente la propria posizione in conformità all’articolo 8 della Proclamazione di Potsdam.»
Guo Jaiakun ha ricordato che esistono strumenti aventi forza di legge, tra cui la Dichiarazione del Cairo, la Proclamazione di Potsdam e l’Atto di resa del Giappone, che esigono che tutti i territori sottratti alla Cina dal Giappone, come Taiwan, le siano restituiti; che il Giappone sia «completamente denuclearizzato» e non alimenti un’industria «che gli consenta di riarmarsi per la guerra». «La Costituzione giapponese impone peraltro severe restrizioni alle forze armate del Paese, al diritto di combattere e di dichiarare guerra» ha concluso il portavoce cinese.
• La polemica tra Giappone e Cina è arrivata fino al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Fu Cong, rappresentante permanente della Cina, ha osservato che le affermazioni di Sanae Takaichi costituiscono una palese ingerenza negli affari interni della Cina e una manifesta violazione degli obblighi del Giappone, Paese sconfitto nella seconda guerra mondiale.
Kazuyiki Yamazaki, rappresentante permanente del Giappone, gli ha risposto: «Dalla fine della seconda guerra mondiale il Giappone ha sempre seguito la via di una nazione che ama la pace apportando innumerevoli contributi alla pace e alla prosperità della comunità internazionale, compreso il sistema multilaterale basato sul principio dello stato di diritto.» L’ambasciatore si è ovviamente astenuto dal menzionare i crimini del militarismo imperiale durante la Guerra dei 15 anni (1931-1945), dato che Sanae Takaichi è ammiratrice dei criminali di guerra giapponesi.










