Europa e oltre

La Pace Di Trump In Ucraina E La “pace Globale” Di Putin (Con La Cina): Da Gaza All’Iran, Di Alfredo Jalife-Rahme

di Alfredo Jalife-Rahme

Gli Occidentali si sbagliano pensando che Donald Trump voglia solo la pace in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti sta giocando su più tavoli contemporaneamente. Trump vuole il disimpegno del suo Paese dai conflitti armati, anche in Medio Oriente, mentre i suoi partner, Vladimir Putin e Xi Jinping, vogliono la pace universale. Hanno motivazioni diverse, ma lavorano per raggiungere lo stesso obiettivo.

Rete Voltaire | Città del Messico (Messico) | 25 marzo 2025

Il saltimbanco nonché prossimo cancelliere tedesco Friedrich Merz, ex funzionario della multinazionale globalista Black-Rock [1], capeggiata dal kazaro Larry Fink, ha ottenuto un inquietante budget di un milione di miliardi (trilioni in inglese) di euro per l’economia di guerra contro la Russia [2], con il sostegno dei farisei Verdi che hanno intascato 100 mila euro dal pacchetto. Nel frattempo Trump e Putin attuano il Nuovo Ordine Mondiale.

Dopo due ore e 28 minuti di negoziati telefonici con Putin (storicamente i più lunghi tra i presidenti di Russia e Stati Uniti), Trump ha commentato sul suo social network Truth: «La mia conversazione telefonica di oggi con il presidente russo Putin è stata molto buona e produttiva. Abbiamo concordato un cessate-il-fuoco immediato in tutti i settori dell’energia e delle infrastrutture, con l’intesa che lavoreremo rapidamente per giungere a un cessate-il-fuoco completo (…) Molti elementi di un accordo di pace» [3].

Alla chiusura delle contrattazioni di oggi, la stampa anglosassone non è sembrata particolarmente entusiasta in proposito, mentre i media russi sono stati più prolissi.

Sputnik Mundo riporta alcuni dettagli della telefonata: 1) reciproco interesse a normalizzare le relazioni tra i due Paesi; 2) l’accordo di pace deve essere globale, sostenibile e a lungo termine; 3) sforzi congiunti di Russia e Stati Uniti per stabilizzare la situazione globale contribuiranno a migliorare le relazioni tra i due Paesi; 4) Kiev ha ripetutamente sabotato e violato gli accordi già conclusi; 5) si stanno costituendo gruppi di esperti russi e americani per lavorare alla conclusione di un accordo sull’Ucraina (cosa che, a mio avviso, è in secondo piano rispetto all’urgenza di una pace mondiale, in particolare nel vulcanico Medio Oriente); 6) infine cooperazione reciprocamente vantaggiosa nei settori dell’economia e dell’energia.

Russia Today riporta sua volta: 1) in Medio Oriente inizieranno immediatamente negoziati per un cessate-il-fuoco e la pace; 2) negoziati tecnici immediati per un cessate-il-fuoco in Mar Nero – Trump cederà a Putin il porto strategico di Odessa?; 3) Putin ha appoggiato l’idea di Trump di una sospensione reciproca, tra Russia e Ucraina, di 30 giorni degli attacchi alle infrastrutture energetiche.

Al momento intravedo un accordo globale sul nuovo ordine mondiale – inevitabilmente tripolare con la Cina – in cui il conflitto ucraino è di più facile risoluzione, perché già definito sul campo di battaglia; i veri negoziati tra Trump e Putin riguardano invece il Medio Oriente: da Gaza all’Iran, sulla placca tettonica del Mar Rosso – dove Ue/Gran Bretagna/Israele si scontrano con Yemen/Iran ¬ – in concomitanza con le dinamiche evolutive del quartetto regionale preponderante: Israele (con le sue 500 bombe nucleari), Turchia, Iran e Pakistan (con le sue 170 bombe nucleari).

A tal proposito il noto ricercatore francese Thierry Meyssan, direttore di Réseau Voltaire – classificato come il più importante geopolitico a livello mondiale [4] – avanza la convincente ipotesi che dopo la pacificazione del conflitto ucraino, Trump si occuperà della pacificazione attorno all’Iran: sebbene la stampa si concentri sulla Palestina, è attorno all’Iran che si gioca la pace in Medio Oriente [5]. Ma come rendere invisibile l’oscena orgia genocidaria in corso a Gaza?

Il Global Times, giornale del Partito comunista cinese, suggerisce con cautela che ci sono ancora una serie di dettagli da discutere per raggiungere un risultato sostanziale [6] e sottolinea che Putin ha chiesto la sospensione delle forniture di armi all’Ucraina per la durata del cessate-il-fuoco proposto da Trump; ma questo si scontra con il bellicismo europeo incontrollato.

Il sito britannico Daily Mail sostiene che i punti chiave della conversazione tra Trump e Putin lasciano intendere che si stia discutendo di un nuovo ordine mondiale [7].

Fonte
La Jornada (Messico)
Le plus important quotidien en langue espagnole au monde.

Alfredo Jalife-Rahme Professore di Scienze politiche e sociali all’Università nazionale autonoma del Messico (UNAM). Dottore honoris causa dell’università pontificia San Francesco Xavier de Chuquisaca. Pubblica articoli di politica internazionale sul quotidiano La Jornada. Ultimo libro pubblicato: La invisible cárcel cibernética. Google/Apple/Facebook/Amazon/Twitter (GAFAT) (Orfila, 2019).

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