Rete Voltaire | 6 marzo 2025
• Nel suo piano per Gaza, l’Egitto scrive: «Non ci saranno finanziamenti internazionali rilevanti per la riqualificazione e la ricostruzione di Gaza se Hamas resterà l’elemento politico, dominante e armato, di controllo della governance locale».
Per questo motivo Il Cairo ha proposto di estromettere Hamas e di sostituirlo con organismi ad interim controllati dagli Stati arabi, da mussulmani e occidentali.
• Nel vertice del Cairo, la Lega araba ha approvato una proposta di ricostruzione di Gaza basata sul piano dell’Egitto. Il testo finale è lungo un centinaio di pagine. Esclude Hamas e aumenta gli aiuti per la ricostruzione da 20 a 53 miliardi di dollari. All’inizio dei lavori, circa la metà degli abitanti di Gaza dovrà essere trasferita in sette zone sicure. Per i primi sei mesi Gaza dovrebbe essere governata da un comitato di 20 tecnocrati non affiliati a partiti politici, coordinati dall’Autorità palestinese. Successivamente, per la prima volta da due decenni, si dovrebbero svolgere le elezioni. La sicurezza dovrebbe essere garantita da forze palestinesi con il supporto di forze egiziane e giordane.
• Il piano sarà presentato agli Stati Uniti dal principe ereditario saudita Mohamed bin Salman (MBS).
• Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha commentato: «Insieme dobbiamo attuare questo piano. Dall’Unione europea con i partner del mondo arabo e la comunità internazionale. È nei momenti difficili che si può contare su partner e amici affidabili. I recenti sviluppi in Medio Oriente hanno reso la Lega araba e i suoi membri partner più che mai strategici per l’Unione europea. Continueremo a sostenere saldamente l’Autorità palestinese. L’Unione europea appoggia il programma di riforme dell’Autorità palestinese. Quest’ultima svolgerà un ruolo cruciale nel governo di Gaza».
– Sembra che gli Stati Uniti intendano ritirarsi dal Medio Oriente, Israele escluso, come si stanno ritirando dall’Europa. Gli Stati arabi, proprio come quelli dalla Ue, saranno lasciati a loro stessi. La Ue si propone fin d’ora per subentrare nel ruolo già esercitato dagli americani nella regione.














