Rete Voltaire | 1 febbraio 2025
La Polonia ha celebrato l’80° anniversario della Liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau in assenza dei rappresentanti russi, la cui presenza non era gradita.
☞ L’Armata Rossa liberò il campo e prese Berlino, ma le autorità dell’Occidente collettivo cercano di convincersi che l’Urss non ha mai combattuto l’ideologia nazista ma si è limitata a difendersi da un nemico che minacciava la propria esistenza. Dal 2005 l’Unione Europea non s’indigna più per le sfilate naziste e dal 2019 riscrive la storia, attribuendo a Mosca la responsabilità della seconda guerra mondiale. Paradossalmente è la Russia a esigere la denazificazione dell’Ucraina, mentre l’Occidente chiude gli occhi davanti ai monumenti alla gloria dei nazisti in Ucraina e non vota più le risoluzioni delle Nazioni unite contro la glorificazione del nazismo.
☞ Cinque anni fa, il 23 gennaio 2020, il presidente russo Vladimir Putin era l’ospite speciale del Forum internazionale del memoriale Yad Vashem, in Israele.
☞ Quest’anno non è stato invitato nemmeno il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nonostante il fatto che circa nove persone su dieci uccise ad Auschwitz-Birkenau fossero considerate di razza ebraica. Il governo e la Dieta polacchi si erano impegnati a non applicare il mandato di arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e altri funzionari israeliani, ma sono stati richiamati all’ordine dalla Commissione europea.
☞ A differenza di Germania (accordi di riparazione del 1952, rivisti al rialzo nel 2019 e nuovamente nel 2023), Lettonia (1993), Francia (1995), Lituania (1995), Romania (2004), Croazia (2011), Belgio (2012), Lussemburgo (2015), Austria (2018) e Paesi Bassi (2020), la Polonia rifiuta di riconoscere qualsiasi responsabilità nella Shoah.














