Anche l’italiano in “piccole dosi”?
Povertà di lessico, periodi sgrammaticati, difficoltà di espressione sono solo alcune delle carenze più vistose che manifestano i ragazzi che si accingono a frequentare il biennio delle superiori. Si va progressivamente smarrendo l’abitudine al parlar corretto, l’affezione alla scoperta della ricchezza dell’italiano e il piacere di appropriarsene adeguatamente, bombardati da sollecitazioni linguistiche e modelli comunicativi sempre più deteriori.
A fronte di tali difficoltà, che aumentano considerevolmente negli alunni di provenienza straniera, assistiamo, paradossalmente, a decurtazioni orarie come quelle del latino nel liceo scientifico e linguistico o addirittura dell’italiano nello stesso liceo classico. La conseguenza è quella di privare la scuola pubblica di opportune possibilità di intervento e di deprimere ulteriormente nei giovani la consapevolezza delle proprie radici linguistiche nonché la conoscenza e la pratica dell’italiano che, quasi non possedesse una sua forza espressiva, oltre a dover subire le continue contaminazioni di anglicismi ricorrenti e talora ingiustificati, dovrà anche scongiurare la deriva di un’ignoranza sempre più diffusa.
Prof.ssa Giuseppina Dibitonto
Liceo “Vian” – Bracciano (Roma)
(1° febbraio 2010)
FONTE: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89789&sez=HOME_MAIL










