Anche la Sbarbati denuncia la Moratti all’UE.

http://www.europarl.eu.int/registre/recherche/ResultatsAbreges.cfm?relation=REFSOURCE&typerelation=E-4121/2005

INTERROGAZIONE SCRITTA E-4121/05
di Luciana Sbarbati (ALDE)
alla Commissione

Oggetto: Discriminazione nell'insegnamento delle lingue straniere

Nell'articolo 25 del decreto legislativo del 17 ottobre 2005 emanato in Italia dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si legge che “Al fine di offrire agli studenti l'opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana è data facoltà, nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che ne facciano richiesta, di utilizzare, per l'apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla seconda lingua comunitaria. Tale scelta è effettuata al primo anno della scuola secondaria di primo grado e si intende confermata per l'intero corso della scuola secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del secondo ciclo di istruzione e formazione.”

Ció premesso, potrebbe la Commissione spiegare se:

– il principio enunciato non confligga palesemente con quanto affermato nei Trattati relativamente alla non discriminazione;

– introducendo questa norma, l'Italia impedisca di fatto il multilinguismo penalizzando tutti gli insegnanti di lingua straniera diversa dall'inglese;

– non ritenga che per favorire l'integrazione europea e il bilinguismo, pur riconoscendo all'inglese la caratteristica di lingua molto diffusa e utilizzata nei linguaggi telematici, non sia necessario garantire uguale dignità anche alle altre lingue comunitarie e tutelare i docenti di lingua comunitaria diversa dall'inglese che potrebbero subire una contrazione d'orario e rischiare perfino di perdere la cattedra?


E-4121/05IT
Risposta del Commissario Ján Figel
a nome della Commissione
(5.12.2005)


La Commissione promuove in modo attivo il multilinguismo e l’obiettivo di “migliorare la padronanza delle cognizioni basilari, in particolare attraverso l’insegnamento di almeno due lingue straniere sin dalla prima infanzia” fissato dal Consiglio europeo di Barcellona del marzo 2002.
Nella sua comunicazione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni “Promuovere l’apprendimento delle lingue e la diversità linguistica: piano d’azione 2004-2006”1, la Commissione sottolinea l’importanza che tutte le parti interessate, insegnanti, studenti e genitori, ricevano informazioni adeguate sulla scelta delle lingue straniere nelle scuole e invita gli Stati membri a permettereuna maggiore “flessibilità dei programmi didattici onde consentire l’insegnamento di una vasta gamma di lingue”.
Nella sua prima comunicazione sul multilinguismo (“Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo”, COM(2005)596 def.), la Commissione osserva che “la percentuale di alunni delle scuole elementari che impara una lingua straniera sta aumentando2, ma il numero medio di lingue insegnate nelle scuole secondarie è ancora lontano dall’obiettivo fissato da Barcellona. Si registra inoltre un aumento della tendenza a intendere per “apprendimento delle lingue straniere” semplicemente “apprendimento dell’inglese”; la Commissione, da parte sua, ha già fatto notare che “l’inglese non basta”.3”

Secondo l’articolo 149 del trattato CE tuttavia l’azione della Commissione destinata a contribuire allo sviluppo di un’istruzione di qualità deve rispettare “la responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento, l’organizzazione del sistema d’istruzione e le loro diversità culturali e linguistiche”.

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