Alto Adige: nuova giunta provinciale, diritto al bilinguismo

Alto Adige: nuova giunta provinciale, un solo assessore italiano.

Tutto confermato nella nuova giunta provinciale altoatesina guidata da Arno Kompatscher che entrerà operativa dal 9 gennaio. A seguito dei risultati delle consultazioni dell’ottobre scorso, il gruppo linguistico italiano ha perso il secondo assessore. La giunta sarà formata da otto assessori, sette della Suedtiroler Volkspartei, ed uno solo del Partito Democratico, Christian Tommasini. Al già ex vice di Luis Durnwalder saranno affidati, scuola, formazione professionali e cultura in lingua italiana, edilizia abitativa, lavori pubblici, cooperazione e catasto.  In giunta tanti nuovi volti. Due saranno i membri facenti parte anche delle precedenti legislature guidate da Durnwalder. Con Kompatscher che si occupera’ di commercio, artigianato, turismo, finanze, innovazione, università, ricerca, relazioni esterne e direzione generale, resteranno Florian Mussner e Richard Theiner. Al primo sono rimaste invariate le competenze per quanto concerne il gruppo linguistico ladino, dalla scuola alla cultura, quindi i musei e la mobilità, al secondo e’ stata tolta la sanità e date quelle di ambiente, energia ed urbanistica. Al giovane Philipp Achammer, già rappresentante dei giovani della Svp, sono stati dati gli assessorati di scuola, cultura e formazione professionale in lingua tedesca e l’integrazione, a Martha Stocker la sanità, il sociale, il lavoro e lo sport, ad Arnold Schuler l’agricoltura, al protezione civile e i comuni, e a Waltraud Deeg la famiglia, l’organizzazione amministrativa ed il personale. Anche se è in atto l’accordo Svp-Pd, per il momento non si parla del secondo assessore italiano.

(Fonte agi.it, 2/1/2014).

ALTO ADIGE

 

Il diritto al bilinguismo.

Caro Romano, a Merano, dove mi trovo in vacanza, ho trovato estrema cortesia da parte degli esercenti, quali negozianti, albergatori e ristoratori. Domenica però è accaduto un episodio che mi ha fatto toccare con mano un problema di questa Regione.
Stavo assistendo a un concerto in Duomo e facevo notare a mia moglie che la lunga presentazione dei brani da parte di uno speaker era solo in lingua tedesca. A questo punto si volta una signora seduta nel banco davanti e ci chiede stizzita se siamo o no interessati a quello che stanno dicendo. Rispondo che potrei essere pure interessato se la presentazione dei brani avvenisse anche in italiano e le chiedo perché ciò non avvenga; al che la signora mi risponde: «Perché noi siamo tedeschi!». Un piccolo episodio che rivela un grosso problema? Vittorio Vescogni v.vescogni@ studiomanagerit

La prossima volta, in una occasione analoga, potrebbe osservare che il bilinguismo è sempre stato chiesto, con giusta insistenza, proprio dalla comunità di lingua tedesca.
(Dal Corriere della Sera, 2/1/2014).

 

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