Europa e oltre

Aerospazio, veto degli Stati Uniti sulla stazione orbitante italocinese

Fraccaro: con Pechino avanti nella ricerca, ferma la collaborazione industriale. L'Italia costruirà il modulo abitativo per la missione Artemis con gli Usa

In orbita nel 2022. L'Italia avrebbe dovuto partecipare alla costruzione della nuova stazione spaziale cinese Tiangong-3.

L’Italia vuole crescere nell’industria spaziale attraverso collaborazioni internazionali, mentre c’è una frenata nella collaborazione industriale con la Cina, dopo il veto posto dagli Stati Uniti alle intese tra Pechino e l’Italia per la stazione spaziale.
È quanto ha confermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, intervenuto ieri al seminario sulle opportunità d’investimento e cooperazione con il settore aerospaziale in Polonia organizzato dall’ambasciata di Varsavia.
«Per il settore dello spazio con la Cina andiamo avanti nella ricerca, mentre nella collaborazione industriale no», ha detto Fraccaro al Sole 24 Ore, spiegando che il governo ha tenuto conto della reazione americana.
«Per la stazione spaziale cinese avremmo dovuto costruire il modulo abitativo, non lo faremo più», ha detto Fraccaro. «Costruiremo il modulo abitativo per la missione Artemis con gli Stati Uniti per un nuovo volo sulla luna, che prevede la partecipazione anche di astronauti italiani». Il lavoro per il modulo abitativo da fornire alla Cina era già cominciato a Torino, alla Thales Alenia Space, controllata al 67% dalla francese Thales e per il 33% da Leonardo, ex Finmeccanica.
L’accordo Italia-Cina era stato raggiunto nel marzo 2019 dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), allora guidata dal commissario Piero Benvenuti. L’intesa prevedeva la partecipazione dell’Italia alla costruzione della nuova stazione spaziale cinese Tiangong-3, di cui è previsto il lancio nel 2022. L’industria italiana avrebbe realizzato uno dei moduli abitativi del cosiddetto «palazzo celeste». I cinesi avrebbero ospitato a bordo della Tiangong-3 anche astronauti italiani.
Ma gli Stati Uniti, che vogliono contenere la corsa dei cinesi nella guerra dello spazio, hanno posto un ultimatum all’Italia, che ha dovuto fare retromarcia con Pechino. L’Italia intende comunque ampliare la collaborazione con altri paesi, forte anche dell’incremento degli stanziamenti pubblici decisi alla conferenza ministeriale di fine novembre a Siviglia. L’Italia ha annunciato una previsione di spesa di 2 miliardi e 288 milioni di euro per i prossimi 3-5 anni, un miliardo in più rispetto alla precedente ministeriale del 2016, nel quadro di un incremento del budget dei 22 paesi dell’Esa (Agenzia spaziale europea), salito del 40% a 14,4 miliardi.
«Lavorare con gli altri paesi europei può diventare per l’Italia strategicamente importante. Ci sono troppi pregiudizi, troppa competizione tra europei. L’Italia ha investito molto nel settore spa­ziale e sta sviluppando una propria linea strategica. Non siamo disponibili a fare passi indietro. Anzi siamo pronti a fare altri passi in avanti ma solo con chi vuole collaborare», ha detto Fraccaro.
Parlando dell’industria europea, il sottosegretario alla presidenza ha sottolineato che è necessario «superare alcuni contrasti con alcuni grandi player» e la tendenza a «imporsi come vincitori». Alla ministeriale – ha aggiunto – «molti piccoli paesi europei si sono proposti all’Italia come leader. Abbiamo la massima disponibilità a collaborare con questi paesi. La Polonia è interessata alla nostra stessa linea di sviluppo e rappresenta un punto di riferimento essenziale per l’Italia in Europa centrale. In questo contesto il settore dell’aerospazio in Polonia rappresenta una grande occasione per rafforzare la cooperazione politica ed economica con l’Italia. Credo che, soprattutto attraverso Leonardo, potremo far crescere il nostro settore».
Fraccaro ha incontrato ieri il sottosegretario al ministero dello Sviluppo polacco, Robert Krzysztof Nowicki, presente al convegno. Tra i due paesi c’è un interscambio commerciale di circa 23 miliardi, con un miliardo circa di avanzo commerciale per l’Italia. Il potenziale di attrazione dell’economia polacca per investitori stranieri è stato illustrato da Krzysztof Drynda, vicepresidente della zona speciale di Walbrzych.
Le istituzioni italiane auspicano che la Polonia possa diventare un partner nei progetti congiunti a livello europeo e bilaterale, ha detto il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, ricordando che esistono opportunità di investimento e cooperazione anche bilaterale, come nel settore della robotica.
Al seminario sono intervenuti numerosi rappresentanti di enti e industrie dei due paesi, tra cui i presidenti dell’Aiad, Guido Crosetto, dell’Ice, Carlo Ferro, di Leonardo Poland, Marco Lupo, il senior business development leader di Avio Aero (gruppo Ge), Marco Silvano. L’ad. di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso e l’ad. di e-Geos, Massimo Comparini, hanno presentato l’attività delle loro aziende.

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