Abbiamo i muscoli per giocare in Europa

20/01/2005, L’Espresso, pag. 126

Abbiamo i muscoli per giocare in Europa

Mts, la piazza virtuale dei titoli di Stato, progetta l’integrazione con altri mercati. Che taglierà il costo del nostro debito pubblico

La premessa è nota: l’Italia ha un debito pubblico gigantesco, il più elevato d’Europa. Nonè un primato di cui andar fieri, ma, a ben guardare, è nata proprio da qui la prima favorevole opportunità di sviluppo per I’Mts (Mercato dei titoli di Stato). E adesso, a sei anni dalla privatizzazione, la piazza virtuale su cui venivano trattati Bot. CCt e le altre emissioni del governo di Roma, è diventata una piattaforma continentale, dove sono scambiati (per 70 miliardi di euro al giorno) titoli pubblici tedeschi, spagnoli, francesi, greci, giusto per citare i Paesi più importanti. »Come leader europei del nostro settore», dice Gianluca Garbi, amministratore delegato di Mts, «siamo nella posizione ideale per giocare al meglio le nostre carte nella prossima integrazione continentale dei mercati finanziari».

A dire il vero sul mercato c’è chi pensa che diventerete la preda di altri grandi operatori del settore come la Borsa Euronext o broker come l’inglese Icap.

«Non è così. La nostra posizione di mercato è tale da consentirci dì negoziare da pari a pari. »

A quali condizioni sareste disposti a trattare una fusione?

«La sede deve restare in Italia, se non altro perché Roma è il più importante emittente continentale di titoli pubblici. I nostri nuovi soci non dovrebbero imporci le loro tecnologie.

C’è chi ipotizza un’intesa con Borsa italiana per presentarsi uniti, e più forti, alle nozze in Europa. È una soluzione possibile?

«Mi sembra un’ipotesi che ci riporterebbe indietro di sei anni, ai tempi dei piano per la cosiddetta piazza finanziaria italiana. Ma da allora il mondo è molto cambiato. Ora giochiamo su una piazza europea».

E’ sicuro che, a Roma, nel governo, tutti siano così favorevoli a cedere il controllo di uno strumento come l’Mts, così importante per la gestione dei debito pubblico?

Se è per questo il 53 per cento del capitale di Mts è già di proprietà di grandi banche internazionali (i primi soci però sono i maggiori istituti di credito italiani, ndr.). Ma ci sono anche altri motivi per cui il governo avrebbe indubbi vantaggi da un’aggregazione di Mts».

Quali vantaggi?

«L’integrazione dovrebbe portare I’Mts a diventare un mercato ancora più efficiente, più trasparente, più liquido. Questo significa che il costo del debito pubblico diminuirebbe. Non mi sembra un vantaggio da poco per il nostro governo. Anche in questo caso, come in altri, più Europa non può che far bene all’Italia».

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