A scuola di sardo

…Ma festa grande soprattutto per Gavino Ledda, figlio di una Sardegna aspra e antica, che da pastore analfabeta si è costruito una solida cultura fino a diventare insegnante universitario. Scrittore e cineasta, è noto soprattutto per “Padre padrone”, un libro che illuminò il 1975; pubblicato da Feltrinelli (e ora da Rizzoli), racconta la storia di un bambino strappato alla scuola dopo pochi giorni e consegnato all’ovile, da dove uscì soltanto per il servizio militare.

Ma il padre che si era comportato da padrone non riuscì a estirpare la voglia di sapere di quel bambino, che prima imparò a leggere e scrivere, poi riuscì a conseguire la licenza media, quella liceale e la laurea in lettere….Ma c’è dell’altro.

“Sì, sto procedendo alla riscrittura, in italiano, ma soprattutto in sardo, lingua nel quale era stato pensato, di “Padre padrone”. Ne uscirà un romanzo praticamente triplicato. L’italiano sarà quello di Leonardo”.

E poi c’è un sogno…

“Forse qualcosa di più, perché la costruzione è iniziata. Voglio fare a casa mia, a Sìligo, un paese alle porte di Sassari, una scuola di sardo, aperta ai sardi di ogni età ma anche ai turisti, per insegnare e spiegare il sardo originario, vero figlio del latino”..

(Da “Il pastore torna in cattedra Gavino Ledda: “Insegnerò le lingue a modo mio”, di Giovanni Nardi, La Nazione, 29/1/2006).

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