Genocidio culturale italiano

A Bruxelles discriminazioni contro l’insegnamento in lingua italiana

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… L’arrivo di Letta a Palazzo Chigi coincide con una ripresa delle proteste della comunità italiana di Bruxelles sulla scuola riservata agli euroburocrati nell’ambito della difesa della lingua di Dante nelle istituzioni Ue, dove avanza l’imposizione del trilinguismo (inglese, francese e tedesco). Per tutelare varie migliaia di bambini e giovani italiani in età scolare residenti nella capitale belga – costretti a studiare in francese, in fiammingo o in altre lingue – è nato un Comitato per la scuola italiana di Bruxelles (scuolaitalianabruxelles@gmail.com). Ha già inviato una lettera al governo di Roma e agli eurodeputati connazionali per ricordare l’importanza strategica per un sistema Paese di non vedere abbandonata la propria lingua in Europa. Vengono ribaditi aspetti moralmente scandalosi della Schola europaea di Bruxelles, come l’odiosa discriminazione nell’ammissione degli alunni condizionata dallo status dei genitori. In particolare vengono ricordate le violazioni dei principi di eguaglianza tra i cittadini (specificamente nel diritto allo studio) e dell’Articolo 34 della Costituzione italiana («la scuola è aperta a tutti») in una entità finanziata con denaro pubblico e con insegnanti inviati dal ministero degli Esteri.
(Da “Ue, alla Schola degli euroburocrati 270 milioni”, di Ivo Caizzi, Corriere della Sera, 13/5/2013).

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