L'ERA comunicaPACE+

9 SETTEMBRE: IERI I SOLDATI SCHIAVI, OGGI LA TRUFFA DEL “DEXIT” di AfD

Il 9 settembre 1943 iniziava il rastrellamento e la deportazione dei soldati e carabinieri italiani, spediti in Germania a fare i lavori forzati nelle fabbriche naziste per aver detto no al fascismo. Questa ferita economica non è mai stata chiusa: l’Italia non ha mai avanzato una richiesta ufficiale di risarcimento a Berlino per quel lavoro schiavistico. È tempo che lo Stato italiano lo faccia, quantificando — come proponiamo da tempo — in almeno 15 miliardi di euro il risarcimento dovuto.

Con la Giornata nazionale degli internati militari italiani, istituita dalla legge 6/2025 e che ricorre il 20 settembre, quella riclassificazione del 1943 non è un dettaglio storico: è una responsabilità attuale, ancora tutta da esigere.

Oggi non ci sono più i “carri bestiame” con i nostri soldati dentro, ma l’Italia e il Mediterraneo subiscono un altro squilibrio economico. La Germania non è stata la vittima dell’Euro: è stata tra i Paesi che maggiormente hanno beneficiato di una moneta comune più debole di quanto sarebbe stato un Marco nazionale, favorendo la competitività delle sue esportazioni e mettendo sotto pressione parte dell’apparato produttivo dei Paesi mediterranei.

In questo quadro, la destra tedesca dell’AfD promette l’uscita della Germania dall’Euro e propone di sostituire l’Unione europea con una nuova comunità economica di Stati sovrani. Ma qui emerge la contraddizione: vuole conservare il mercato europeo e contemporaneamente distruggere la sua moneta comune.

Il programma AfD dice esplicitamente che bisogna tornare alle monete nazionali affinché ciascuno Stato possa recuperare competitività modificando il proprio cambio. Tradotto: Marco contro Franco, Lira contro Marco, rivalutazioni contro svalutazioni competitive. Significa tornare alla guerra delle monete. L’AfD vorrebbe riportare l’Europa proprio al meccanismo monetario nazionale che l’Euro aveva superato.

Noi proponiamo esattamente il contrario.

Non bisogna tornare indietro dall’Euro. Bisogna andare oltre l’Euro.

Occorre completarlo politicamente e trasformarlo nell’Euro Pane-europeo, nell’Euro Europa+: la moneta di una grande Federazione continentale capace di conquistare progressivamente spazio nel sistema monetario internazionale oggi dominato dal Dollaro e di sottrarre definitivamente i popoli europei alla dipendenza monetaria americana.

Che una moneta comune possa difendersi quando alle sue spalle esiste una volontà politica credibile lo abbiamo già visto. Il 26 luglio 2012, nel pieno dell’attacco speculativo all’Euro, Mario Draghi pronunciò le parole diventate celebri: «whatever it takes», aggiungendo: «and believe me, it will be enough». La BCE era pronta, entro il proprio mandato, a fare tutto quanto necessario per preservare l’Euro.

Il problema dell’Euro, dunque, non è che sia troppo europeo. È che non lo è ancora abbastanza.

E qui la questione monetaria diventa una questione di Pace.

Una moneta comune non è soltanto uno strumento economico. Se impedisce agli Stati di combattersi attraverso svalutazioni competitive, può diventare un’istituzione di Pace. Per questo l’Euro Pane-europeo appartiene pienamente alla prospettiva di PACE+: organizzare le PACI prima che tornino le guerre.

Ma “Pane-europeo” può significare anche qualcosa di più.

Può significare Europa del Pane.

Non l’Europa che destina sempre nuove ricchezze alla preparazione della guerra, ma un’Europa che usa la propria forza economica e monetaria per garantire ai suoi cittadini lavoro, sicurezza, benessere, conoscenza e futuro.

Il Pane prima delle armi. La vita prima della guerra.

Questa dovrebbe essere EUROPA+: l’Europa del Pane, abbastanza grande da poter essere indipendente, prospera e pacifica.

Ed è qui che emerge la necessità di un vero Federalismo continentale.

Non la cancellazione delle nazioni, ma la loro unione a una scala abbastanza grande da restituire loro ciò che, isolate, hanno progressivamente perduto: sovranità monetaria, economica, strategica e capacità di Pace.

Il Federalismo continentale non chiede agli italiani di essere meno italiani, ai francesi meno francesi o ai tedeschi meno tedeschi. Chiede che le nazioni europee cessino di combattersi — anche attraverso le monete — e mettano in comune ciò che nessuna di esse è più in grado di governare da sola.

Nazioni sovrane dentro una sovranità continentale.

È questa la differenza tra il ritorno nazionalista dell’AfD e EUROPA+: loro tornano alle monete nazionali; noi andiamo verso una Federazione continentale. Loro ricostruiscono la concorrenza monetaria tra Stati; noi organizziamo una potenza comune di Pace.

Il finto sovranismo divide i popoli europei, li rimette economicamente gli uni contro gli altri e indica nell’immigrato il nemico. Il vero sovranismo restituisce ai cittadini la capacità di governare il proprio destino: pretende i giusti risarcimenti storici, crea le condizioni perché i giovani possano vivere e tornare nei propri Paesi e costruisce una sovranità continentale abbastanza grande da essere realmente indipendente e inattaccabile.

Ed è proprio l’inattaccabilità a cambiare radicalmente il concetto stesso di Difesa.

Difesa non dovrebbe più significare soltanto prepararsi a respingere un’aggressione dopo che essa è avvenuta. Significa costruire preventivamente condizioni politiche, economiche, monetarie, tecnologiche e strategiche tali da rendere l’aggressione impraticabile o comunque svantaggiosa.

Dalla Difesa all’inattaccabilità.

E cambia allora anche un’altra parola che, ripetuta per ottant’anni, rischia di averci ridotto a larve della Storia: Resistenza.

Resistere significa che qualcun altro ha già deciso il terreno, il tempo e le condizioni dello scontro. Noi abbiamo bisogno di qualcosa di più: riEsistenza. La capacità di esistere autonomamente, di produrre il proprio futuro e di impedire che siano altri a pensarlo, finanziarlo, armarlo o deciderlo per noi.

Questa è la prospettiva delle Nazioni Unite d’Europa.

Questa è EUROPA+.

Questa è l’Europa del Pane.

Questo è il Federalismo continentale.

Non tornare al Marco o alla Lira.
Andare oltre l’Euro!
Dal nazionalismo monetario al Federalismo continentale.
Dalla guerra delle monete a una moneta per la Pace, intanto continentale.

Kadmo Giorgio Pagano
Segretario ERA — PACE+

 

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