2710ª sessione del Consiglio Istruzione, gioventù e cultura

COMUNICATO STAMPA

2710ª sessione del Consiglio Istruzione, gioventù e cultura

Bruxelles, 23 febbraio 2006

Sig.ra Elisabeth Gehrer, Ministro federale dell'istruzione, delle scienze e della cultura e
Sig.ra Ursula Haubner, Ministro federale della sicurezza sociale, delle questioni generazionali e della protezione dei consumatori dell'Austria

SOMMARIO1

PARTECIPANTI

PUNTI DISCUSSI

ISTRUZIONE

  • ……. Preparazione del Consiglio europeo di primavera
  • ……. Programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” – messaggi chiave
  • ……. Competenze chiave per l’apprendimento permanente
  • ……. L’indicatore europeo di competenza linguistica
  • ……. Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig.ra Fadila LAANAN Ministro della cultura, dell'audiovisivo e della gioventù (Comunità francese)

Sig. Frank VANDENBROUCKE Ministro Vicepresidente del Governo fiammingo e Ministro fiammingo dell'occupazione, dell'istruzione e della formazione

Per la Repubblica ceca:

Sig.ra Alena ŠTĚRBOVÁ Vice Ministro dell'istruzione, della gioventù e dello sport

Per la Danimarca:

Sig. Jeppe TRANHOLM-MIKKELSEN Rappresentante Permanente aggiunto

Per la Germania:

Sig. Gerd HOOFE Sottosegretario di Stato, Ministero federale della famiglia, degli anziani, della donna e della gioventù

Sig. Frieder MEYER-KRAHMER Sottosegretario di Stato, Ministero federale dell'istruzione e della ricerca

Per l'Estonia:

Sig. Tiit NABER Rappresentante Permanente aggiunto

Per la Grecia:

Sig.ra Marietta GIANNAKOU Ministro della pubblica istruzione e dei culti

Per la Spagna:

Sig.ra María Jesús SANSEGUNDO GÓMEZ DE CADIÑANOS Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per la Francia:

Sig. Gilles de ROBIEN Ministro della pubblica istruzione, dell'istruzione superiore e della ricerca

Sig. Jean-François LAMOUR Ministro della gioventù, dello sport e dell'associazionismo

Per l'Irlanda:

Sig. Kenneth THOMPSON Rappresentante Permanente aggiunto

Per l'Italia:

Sig.ra Valentina APREA Sottosegretario di Stato all'istruzione, all'università e alla ricerca

Per Cipro:

Sig. Pefkios GEORGIADES Ministro dell'istruzione e della cultura

Per la Lettonia:

Sig.ra Ina DRUVIETE Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per la Lituania:

Sig.ra Vilija BLINKEVIČIŪTĖ Ministro della sicurezza sociale e del lavoro

Sig. Remigijus MOTUZAS Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per il Lussemburgo:

Sig.ra Mady DELVAUX-STEHRES Ministro della pubblica istruzione e della formazione professionale

Sig.ra Marie-Josée JACOBS Ministro della famiglia e dell'integrazione, Ministro per le pari opportunità

Per l'Ungheria:

Sig. Bálint MAGYAR Ministro dell'istruzione

Per Malta:

Sig.ra Theresa CUTAJAR Rappresentante Permanente aggiunto

Per i Paesi Bassi:

Sig.ra Maria van der HOEVEN Ministro dell'istruzione, della cultura e delle scienze

Per l'Austria:

Sig.ra Elisabeth GEHRER Ministro federale dell'istruzione, delle scienze e della cultura

Sig.ra Ursula HAUBNER Ministro federale della sicurezza sociale, delle questioni generazionali e della protezione dei consumatori

Per la Polonia:

Sig. Stefan JURGA Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell'istruzione e della scienza

Per il Portogallo:

Sig. Jorge PEDREIRA Sottosegretario di Stato aggiunto, responsabile dell'istruzione

Per la Slovenia:

Sig. Milan ZVER Ministro dell'istruzione e dello sport

Per la Slovacchia:

Sig. Juraj NOCIAR Rappresentante Permanente aggiunto

Per la Finlandia:

Sig. Antti KALLIOMÄKI Ministro dell'istruzione

Per la Svezia:

Sig.ra Lena HALLENGREN Ministro presso il Ministero dell'istruzione e della cultura, responsabile delle questioni prescolastiche, della gioventù e della formazione degli adulti

Per il Regno Unito:

Sig.ra Anne LAMBERT

Per la Commissione:

Sig. Ján Figel'

I governi degli Stati aderenti erano così rappresentati:

Per la Bulgaria:

Sig. Daniel VALTCHEV Vice primo Ministro e Ministro dell'istruzione e delle scienze

Per la Romania:

Sig.ra Paloma PETRESCU Sottosegretario di Stato

PUNTI DISCUSSI

ISTRUZIONE

Preparazione del Consiglio europeo di primavera

La Commissione ha riferito al Consiglio in merito alla sua relazione annuale per il 2006 destinata al Consiglio europeo di primavera nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione: “È ora di cambiare marcia(doc. 5745/06).

Il Commissario ha dato particolare risalto agli elementi inerenti all'istruzione, concludendo che è necessario accelerare le riforme a livello nazionale.

Tra le altre misure, la relazione propone di incrementare gli investimenti nelle università fino al 2% del PIL. Alcune delegazioni dubitano che un siffatto incremento sia possibile e opportuno.

Alcune delegazioni desiderano dare maggior rilievo ai problemi sollevati dall'abbandono scolastico precoce.

La parte I della relazione, “Il nuovo partenariato per la crescita e l’occupazione“, valuta il processo di redazione dei programmi nazionali di riforma ed evidenzia una serie di iniziative chiave da sottoporre all'accordo del Consiglio europeo.

La parte II, “Capitolo relativi ai paesi“, consiste in una valutazione particolareggiata dei programmi nazionali di riforma, di cui mette in luce i punti di forza nonché gli aspetti bisognosi di riesame e aggiornamento da parte degli Stati membri.

Il primo ciclo di attuazione della strategia di Lisbona, rilanciata lo scorso anno, culminerà nei messaggi del Consiglio europeo di primavera 2006, che indicheranno la strategia per il prossimo anno. La relazione della Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori riguardo ai programmi nazionali di riforma vuole essere un contributo in tale contesto.

Programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” – messaggi chiave

Il Consiglio, d'intesa con la Commissione, ha adottato la relazione intermedia comune 2006 sui progressi compiuti nell'ambito del programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010“, elaborato per assicurare il follow-up degli obiettivi fissati dall'agenda di riforma di Lisbona per quanto riguarda i sistemi di istruzione e formazione in Europa.

Poiché la strategia riveduta di Lisbona ha confermato il ruolo centrale dell’istruzione e della formazione nell’agenda europea per l’occupazione e la crescita, il Consiglio europeo di primavera 2005 ha chiesto che si continui ad attuare appieno il programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” . La relazione intermedia comune, intitolata Modernizzare l'istruzione e la formazione: un contributo fondamentale alla prosperità e alla coesione sociale in Europa(doc. 5767/06), offre una panoramica dei progressi già compiuti nell'attuazione del programma di lavoro e propone misure per migliorare ulteriormente la situazione.

Il Consiglio ha altresì adottato i messaggi chiave riportati in appresso per il Consiglio europeo di primavera, riguardanti il contributo dell'istruzione e della formazione al perseguimento degli obiettivi di crescita, occupazione e coesione sociale della strategia di Lisbona rinnovata.

“L'istruzione e la formazione sono indispensabili per la crescita, la creazione di posti di lavoro e la coesione sociale

· L'istruzione e la formazione contribuiscono significativamente a dare una risposta alle crescenti sfide socioeconomiche e demografiche cui l'UE è confrontata in un mondo globalizzato: un tasso di disoccupazione troppo alto, un gran numero di persone scarsamente qualificate, l'invecchiamento della popolazione e la cruciale necessità di migliorare il livello delle competenze e delle qualifiche di tutti i cittadini.

· L'istruzione e la formazione sono fattori essenziali se si vuole rafforzare il potenziale a lungo termine dell'UE in termini di eccellenza, innovazione e competitività, nonché di coesione sociale. Vanno pertanto ribaditi il duplice ruolo ‑ sociale ed economico ‑ dell'istruzione e della formazione nonché la necessità di provvedere affinché siano messi a punto sistemi di qualità che siano al tempo stesso efficienti ed equi. Tra queste due dimensioni non può esservi alcun compromesso. Il perseguimento dell'eccellenza a tutti i livelli di istruzione e formazione, anche attraverso migliori collegamenti tra istruzione superiore, ricerca e imprese, quali recentemente dibattuti dai capi di Stato e di governo a Hampton Court, dovrebbe andare di pari passo con il perseguimento di un rafforzamento dell'accessibilità, dell'inclusione sociale e della cittadinanza attiva.

· L'istruzione e la formazione vanno considerate come una priorità ai fini degli investimenti. L'alto rendimento che ne scaturisce supera di gran lunga i costi e si estende ben oltre il 2010. In tale contesto il nuovo Programma di apprendimento permanente 2007‑2013 sarà essenziale. Il processo “Istruzione e formazione 2010” deve occupare una posizione centrale nell'attuazione dei programmi nazionali di riforma legati alla strategia di Lisbona e nella relazione annuale sullo stato di avanzamento dei lavori a livello di UE.

Si stanno compiendo progressi ma sono necessari sforzi più sostanziali in settori chiave

· Le riforme nel settore dell'istruzione e della formazione stanno progredendo, ma sono necessari sforzi più sostanziali. L'apprendimento permanente è stato riconosciuto quale conditio sine qua non per conseguire gli obiettivi di Lisbona. Gli Stati membri dovrebbero mobilitare in via prioritaria tutti i mezzi necessari per attuare strategie coerenti e complete in materia di apprendimento permanente. Le attiv ità di apprendimento tra pari e lo sfruttamento dei risultati della ricerca apporteranno un importante contributo sotto questo profilo. A sostegno di una maggiore mobilità e di un mercato europeo del lavoro efficiente, si dovrebbero compiere progressi anche in relazione al Quadro europeo delle qualifiche (QEQ).

· Gli investimenti, associati a pertinenti meccanismi finalizzati a garantire la qualità, dovrebbero privilegiare settori che offrono rendimenti economici e risultati sociali elevati. Tra tali settori figurano: il miglioramento della qualità e dell'attrattiva dell'istruzione e della formazione professionale nonché dell'istruzione superiore, l'acquisizione generalizzata delle competenze chiave, incluse le competenze linguistiche, l'istruzione pre-primaria, la riduzione dell'abbandono scolastico precoce, lo sviluppo professionale di insegnanti, formatori e direttori scolastici, nonché l'apprendimento per gli adulti. Va assicurato un ricorso maggiore e più mirato, per l'istruzione e la formazione, ai fondi strutturali, in particolare al Fondo sociale europeo.

· Per rafforzare l'efficacia e l'impatto delle riforme e ripartire le responsabilità e i costi, dovrebbe essere rafforzata la governanza, coinvolgendo tutti gli attori interessati, in particolare attraverso sinergie interministeriali efficaci e svariati partenariati per l'apprendimento a tutti i livelli (istituzioni, autorità pubbliche, parti sociali, imprese, organizzazioni settoriali, regionali e locali). Se si vuole raggiungere l'obiettivo di fare dei sistemi di istruzione e formazione europei un riferimento mondiale in termini di qualità entro il 2010 occorrono sforzi concertati di tutte le parti.

Competenze chiave per l'apprendimento permanente

In attesa del parere del Parlamento europeo, il Consiglio ha proceduto ad uno scambio di opinioni sulla proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, che ha riguardato, tra l'altro, la seguente tematica (doc. 5758/06):

Le otto competenze chiave indicate nella proposta di raccomandazione sono generalmente quelle necessarie a ciascun individuo nel contesto dell'apprendimento permanente, e in tal caso come dovrebbero essere promosse?

Le delegazioni hanno convenuto che le otto competenze delineate nella proposta sono quelle di cui tutti hanno bisogno per vivere nelle attuali società basate sulla conoscenza, anche se secondo talune delegazioni si potrebbero aggiungere all'elenco altre competenze quali, per esempio, conoscenze di base sull'Unione europea.

Talune delegazioni hanno rilevato l'opportunità di far riferimento alla lingua d'istruzione, piuttosto che alla madrelingua, che non sono necessariamente le stesse.

L'esito del dibattito servirà come riferimento per l'ulteriore esame della proposta di raccomandazione.

Con la proposta di raccomandazione si vuole assolvere al mandato inizialmente assegnato dal Consiglio europeo di Lisbona del 2000 (“Occorre che ogni cittadino possieda le conoscenze necessarie per vivere e lavorare in questa nuova società dell'informazione“) e successivamente ribadito e sviluppato nel Programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” adottato dal Consiglio di Barcellona nel marzo 2002, che ha altresì invitato ad intraprendere ulteriori azioni per “migliorare la padronanza delle competenze di base” e a rafforzare la dimensione europea dell'insegnamento. Tali lavori dovevano essere impostati sull’individuazione delle competenze di base e sul modo in cui, assieme alle competenze tradizionali, esse potrebbero essere meglio integrate nei curricoli, apprese e mantenute lungo tutto l’arco della vita. Le competenze di base dovrebbero essere effettivamente a disposizione di tutti, comprese le persone con bisogni speciali, i giovani che abbandonano prematuramente la scuola e i discenti adulti. Si dovrebbe inoltre promuovere la convalida delle competenze di base per incoraggiare l’apprendimento ulteriore e aumentare l’occupabilità.

La proposta di raccomandazione mira a realizzare uno strumento di riferimento europeo che definisca le competenze di base (competenze chiave) da fornire a tutti i cittadini mediante l'apprendimento permanente per contribuire alla realizzazione personale, alla partecipazione attiva e al miglioramento dell’occupabilità della persona in economie e società basate sulla conoscenza.

Le competenze chiave sarebbero le seguenti:

· comunicazione nella madrelingua

· comunicazione nelle lingue straniere;

· competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia;

· competenza digitale;

· imparare a imparare;

· competenze sociali e competenza civica;

· senso di iniziativa e imprenditorialità e

· consapevolezza e espressione culturale.

La proposta stabilisce inoltre come accedere alla competenze chiave mediante l'apprendimento permanente.

Basi giuridiche proposte: articolo 149 e 150 del trattato – maggioranza qualificata richiesta per una decisione del Consiglio; procedura di codecisione con il Parlamento europeo.

L’indicatore europeo di competenza linguistica

Il Consiglio ha tenuto un dibattito orientativo sulla comunicazione della Commissione intitolata “L’indicatore europeo di competenza linguistica, dedicato in particolare alle seguenti tematiche:

approccio delineato nella comunicazione della Commissione circa l'istituzione dell'indicatore europeo di competenza linguistica (ICLE);

istituzione di un comitato consultivo composto di un rappresentante di ciascuno Stato membro il cui mandato iniziale consista nel chiarire/definire i parametri di attuazione;

circa i principali parametri per l'ICLE:

i) il livello di classificazione internazionale tipo dell'istruzione (ISCED) a cui dovrebbero essere raccolti dati sulle competenze relative alla prima e alla seconda lingua straniera da un campione rappresentativo di studenti del sistema d'istruzione e formazione;

ii) poiché il rispetto della diversità linguistica è un valore essenziale dell'Unione europea, l'indicatore dovrebbe basarsi su dati concernenti la conoscenza di tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea insegnate nell'Unione come lingua straniera, ma per motivi pratici sarebbe opportuno che, nella prima fase di raccolta dei dati, i test siano messi a disposizione nelle lingue ufficiali dell'Unione europea più diffusamente insegnate negli Stati membri, nella misura in cui forniscano un campione di intervistati sufficientemente ampio.

Il dibattito si è incentrato su varie questioni che agevoleranno i futuri lavori necessari per l'adozione di una serie di conclusioni nel Consiglio di maggio.

È stato raggiunto un ampio accordo sull'opportunità di istituire un comitato consultivo il cui compito principale sarà: definire i parametri dell'indicatore.

Circa i parametri principali dell'ICLE, sono stati espressi pareri diversi in merito al livello della fase di istruzione in cui si dovrà effettuare la valutazione.

Mentre un'ampia maggioranza di delegazioni ha convenuto che in definitiva gli indicatori dovrebbero essere disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'UE, la maggior parte potrebbe accettare, per motivi pratici, una limitazione durante la prima fase dei dati alle lingue più diffusamente insegnate negli Stati membri. Inoltre alcune delegazioni hanno ricordato che nei rispettivi paesi vi è più di una lingua nazionale e che tali specificità dovrebbero essere prese in considerazione per assicurare la comparabilità dei dati nella prima fase.

Nella sua comunicazione (11704/05), la Commissione afferma che:

Al Consiglio europeo di Barcellona, i capi di Stato e di governo hanno chiesto d’istituire un indicatore europeo di competenza linguistica. (...) L’obiettivo finale è fornire agli Stati membri dati solidi su cui poter basare ogni eventuale modifica del loro approccio in materia di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere.”

La Commissione invita il Consiglio ad approvare l’approccio delineato nella comunicazione sull’indicatore europeo di competenza linguistica.

L’indicatore dovrebbe anche essere inserito nel contesto degli indicatori che gli Stati membri hanno deciso di elaborare nel quadro del processo “Istruzione e formazione 2010”.

Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo

La Commissione ha presentato la comunicazione su “Un nuovo quadro strategico per il multilinguismo” (14908/05).

La comunicazione, la prima in questo settore,

ribadisce l’impegno della Commissione in favore del multilinguismo nell’Unione europea;

definisce la strategia della Commissione destinata a promuovere il multilinguismo nella società europea, nel mondo economico e nella Commissione stessa; e

propone un numero di iniziative specifiche correlate a detto quadro strategico.

Il multilinguismo è definito nella comunicazione come il nuovo settore d’intervento comunitario inteso a promuovere un clima favorevole alla piena espressione di tutte le lingue creando condizioni ottimali per l’insegnamento e l’apprendimento di diverse lingue. La comunicazione indica inoltre che la strategia in materia di multilinguismo della Commissione persegue tre obiettivi:

· incoraggiare l’apprendimento delle lingue e promuovere la diversità linguistica nella società

· promuovere una valida economia multilingue e

· fornire ai cittadini l’accesso alla legislazione, alle procedure e alle informazioni dell’Unione europea nelle rispettive lingue materne.

[addsig]

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