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12 ottobre 2025 «La scoperta dell’Europa»

Questo articolo è disponibile anche in: Esperanto

Mozione generale

L’Assemblea generale dell’ERA al suo XIV Congresso, convocato nella
Città metropolitana di Roma Capitale il
12 ottobre 2025, sotto il titolo

«La scoperta dell’Europa»

RINGRAZIA i 639 Soci di Italia, Algeria, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Burundi, Cambogia, Camerun, Canada, Cile, Cina, Colombia, Corea Del Sud, Costa Rica, Croazia, Cuba, Danimarca, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Guatemala, India, Indonesia, Iran, Israele, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Macedonia, Malesia, Mali, Messico, Mongolia, Nepal, Nigeria, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Portogallo, Repubblica democratica del Congo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Senegal, Serbia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Togo, Tunisia, Ucraina, Ungheria e Venezuela che le hanno permesso di continuare la propria azione di geopolitica culturale in Italia, in Europa e nel mondo.

RICORDA come, proprio l’Italia, trent’anni fa, abbia pubblicato e diramato alle scuole della Repubblica il più approfondito Studio tra i Paesi dell’Unione europea sulla Lingua Internazionale (detta Esperanto), già considerata due anni prima da Umberto Eco in “La ricerca della lingua perfetta un “capolavoro linguistico”
e invita gli attuali ministri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca ad inserirla tra le lingue oggetto di Studio e Ricerca.
chiede espressamente al Ministro dell’Istruzione e del Merito di aggiungerla alle seconde lingue comunitarie apprendibili nelle scuole italiane.

PUNTA L’ATTENZIONE SU:
• come il Regno Unito abbia invaso, avuto qualche controllo o combattuto conflitti nei territori di 171 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite. Si tratta del 90% degli stati membri delle Nazioni Unite.
• e come, ancor di più, lo abbiano fatto gli Stati Uniti d’America che, pur nella loro abbastanza recente storia, abbiano invaso, combattuto conflitti o esercitato un controllo in addirittura 190 su 193 stati membri delle Nazioni Unite: quasi il 99 per cento dei Paesi del mondo. Lasciandone immuni dalla loro azione liberticida solo Andorra e il Liechtenstein in Europa e unicamente il Bhutan nel continente asiatico.
• l’Accordo Churchill-Roosevelt, di cui si ha pubblica notizia nell’intervento di Churchill all’Università di Harvard del 6 settembre 1943, in cui viene affermato un cambiamento di strategia nell’accaparramento e rapina di risorse degli altri popoli del mondo, attraverso la costruzione dell’Impero anglofono della Mente. Dice esattamente Churchill: «Gli Imperi del futuro sono gli imperi della mente. Dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. […] In tal modo noi ovunque andremo nel mondo saremo come a casa nostra».
• come, in ottemperanza a tale accordo, gli Stati Uniti d’America abbiano fondato a Berlino nel 1950 il “Congress for Cultural Freedom” [CCF] in cui la CIA mise su una potentissima rete di finanziamenti di illustri esponenti e organi della cultura europea per colonizzare le menti degli eurocittadini.
Attività colonialistica che si ritenne conclusa nel 1967 perché ormai «il soggetto opera nella direzione richiesta per motivi che ritiene essere propri».

DENUNCIA il colonialismo e la corruzione anglofona delle menti dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, del Consiglio europeo, del Consiglio dell’Unione europea, della Commissione europea e, con anche maggiore ignominia, dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, che hanno operato ed operano “nella direzione richiesta” dall’Anglosfera, per motivi che sostengono “essere propri” ma che, di fatto, vanno nella direzione opposta agli interessi, anche linguistici, degli eurocittadini; snaturando e pervertendo i fondamenti economici, diplomatici e pacifici della costruzione europea. Pervertendoli a tal punto da trascinare i Paesi dell’Unione in una guerra contro la Federazione russa, conveniente solo per il Regno Unito e, soprattutto, per gli Stati Uniti d’America.

DENUNCIA SEGNATAMENTE:
• l’illegalità della lingua inglese quale lingua ufficiale dell’Unione europea dopo la Brexit, in quanto essa non è tra le lingue madri di nessun Paese dell’Unione europea come prescrive il Regolamento N.1 del 1958 che regola il regime linguistico dell’Ue, là dove, invece, gli unici due paesi in cui essa è seconda lingua ufficiale è in ragione del fatto che sono ex colonie inglesi e, in aggiunta, nessuno dei due Paesi ha richiesto la sostituzione dell’Irlandese o del Maltese con l’inglese;ù
• l’antidemocraticità dell’imposizione della lingua inglese in quanto entrambe le ex colonie britanniche arrivano a malapena a 5 milioni di abitanti contro i restanti 445 milioni di eurocittadini, nessuno dei quali è di madre lingua inglese.
• l’antieconomicità di tale imposizione in quanto tutti i Paesi non anglofoni devono investire sempre più risorse economiche e umane nell’apprendimento dell’inglese. La discriminazione linguistica per i 445 milioni di europei non lingua madre inglese è stimata, per difetto, in 487.408.500.000,00 (quattrocento­ottantasette miliardi quattrocento­otto milioni cinquecentomila) euro ogni anno e, solo per l’Italia, ammonta a 65 miliardi di Euro l’anno: l’equivalente di tre finanziare messe insieme.

IN RELAZIONE AL CONTENZIOSO RUSSO-UCRAINO

RICHIAMA:
• il fatto che la Corte dei conti dell’Unione europea a fine 2021, in ben 80 pagine, denunciava il fatto che il regime vigente in Ucraina era corrotto, che i già elargiti 10 miliardi di Euro dalla Commissione, erano stati molto mal impiegati e che, nel Paese, era in essere una vera e propria Cattura dello Stato da parte degli oligarchi ucraini;
• che dal 1997 è in essere un «Accordo di Partenariato e di Cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall’altra» che con i suoi 112 articoli copre innumerevoli settori di collaborazione da quella spaziale e quella culturale.

DENUNCIA IL FATTO CHE:
• sia i Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, che il Consiglio europeo, che Consiglio dell’Unione europea, che la Commissione europea, non hanno deliberatamente tenuto in conto questi documenti ufficiali da cui discendono inequivocabilmente due fattori:

1. l’Ucraina a fine 2021 è ancora un Paese corrotto;
2. la Federazione russa dal 1997 è una nazione amica e cooperante dell’Unione europea, nonché per cultura e religione integralmente europea, fattori ad esempio inesistenti per la Turchia.

• da troppo tempo il processo democratico e federativo dell’Unione europea è fermo, pur essendoci al centro dell’Unione europea la più antica democrazia federale del mondo che affonda le sue radici nel 1291;
• qualora la Federazione russa facesse parte dell’Unione qualsiasi contenzioso territoriale verrebbe a cadere in quanto interno all’Europa stessa ed, eventualmente, soggetto a soluzione diplomatica similmente a quanto accaduto per l’uscita, in quel caso, della Gran Bretagna dall’Unione.

PERTANTO, pur consapevole delle difficoltà estreme di tale azione per la già citata colonizzazione anglosassone delle menti europee, nonché per l’esiguità delle proprie forze associative
IMPEGNA gli Organi dirigenti dell’ERA a perseguire, in questo 12 ottobre del 2025 l’obiettivo nonviolento e pacifero della federazione, anche e strutturalmente linguistica, dell’Unione europea con le Federazioni Elvetica e Russa alla scoperta dell’Europa da Lisbona a Vladivostok passando per Ginevra.

Organi eletti

Presidente: Avv. Ilario Maiolo
Segretario: Arch. Kadmo Giorgio Pagano
Tesoriere: Ing. Marianna Panico

Revisore dei Conti: Dott.a Lia Briganti

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